La Torre di Cristallo

LA TORRE DI CRISTALLO

di Andrea Battistella

Regia di I. Perego e S. Paoletti

Con Francesca Dipilato, Sarah Paoletti e Isabella Perego.

TRAILER: http://www.youtube.com/watch?v=D_vc1na581g

Animazione teatrale per bambini (asilo/elementari).

Rasha e Shamira sono due orfanelle, amiche da sempre. Passano il tempo giocando rotolandosi nella sabbia, nel fango e in tutto ciò che potrebbe sporcarle; amano cantare e urlare – insomma – come tutti i bambini che si rispettino («Noi siamo due bambine/amiamo far palline/con acqua, erba e terra/giochiamo a far la guerra.//Siam due orfanelle,/veniamo dalle stelle;/ci piace un po’ sognare,/sporcarci e poi cantare.//Noi non abbiamo niente/né cibo, giochi… niente!,/ma siam molto felici:/ci piace esser… amici»). Non fanno altro che usare la loro fantasia per cercare di costruire oggetti utili per giocare e passare il tempo quando si annoiano.

Tutta la storia è ambientata ai piedi di una torre di cristallo che si vede in lontananza. Sulla torre aleggia una leggenda: «tanto tempo fa un uomo costruì per il suo bambino quella torre di cristallo. Per viverci. Cavolo, anch’io vorrei vivere dentro una torre di cristallo, con tutte le cose che luccicano! Beh, il figlio giocava da mattina a sera, tutti i giorni! […] La leggenda dice che se dei bambini le si avvicinano, rimangono così affascinati e ammaliati dal suo luccichio che quando capiscono che al suo interno ci sono tutti i giochi che vogliono… […] ci entrano e non ci vogliono uscire più».

La torre rappresenta la via più semplice, più facile per potersi divertire con tutti quei giochi di plastica già fatti e montati. Rasha rimane colpita dalla storia della torre e vorrebbe andare a visitarla per portarsi via almeno qualche gioco nuovo: lei è stufa di dover costruire giocattoli. Shamira tenta di convincerla a rimanere, tenta di farle capire che, in fondo, si bastano loro due e non c’è bisogno di altro. Così costruiscono una pistola spara-bolle, ma che non funziona; e la goccia che fa traboccare il vaso è la domanda che Rasha rivolge a Shamira: «TU CHE COSA FARESTI PER UNA PERSONA A CUI VUOI BENE, COSA FARESTI PER ME?». Se Rasha ruberebbe «tutti i giocattoli del mondo, anche quelli della torre se fosse necessario», Shamira rimane un po’ spiazzata dalla domanda e non riesce a rispondere. Questo fa arrabbiare Rasha che scappa e non si trova più da nessuna parte.

Shamira cerca la sua amica e, riflettendo, capisce che l’unico posto dove possa essersi cacciata è proprio nella torre; ma arrivata alla torre, scopre un guardiano che la mette in guardia, scopre che deve sconfiggere tre mostri – uno per ogni piano – prima di arrivare in cima alla torre e liberare la sua amica. Shamira si ferma a riflettere, ma alla fine decide di entrare e sconfiggere con l’aiuto dei bambini in sala tutti i mostri: ogni mostro ha un suo punto debole che il piccolo pubblico deve ricordare alla nostra protagonista per aiutarla. Alla fine, Shamira riesce a liberare Rasha utilizzando proprio la pistola spara-bolle che non funzionava per un motivo: ha bisogno dell’utilizzo dell’immaginazione; e con l’aiuto di tutti i bambini i quali devono credere più alla fantasia che ai “giochi di plastica” anche l’ultimo mostro viene sconfitto.

Alla fine Shamira ha la possibilità di pensare al fatto che, in fin dei conti, è riuscita anche a rispondere alla famosa domanda di Rasha: lei per una suoa amica ha affrontato mostri e l’ha cercata in capo al mondo.

«…e voi, bambini, cosa fareste per una persona a cui volete bene? Pensateci. Ciao!».