Sotto i girasoli

Sotto i girasoli

spettacolo premiato con Menzione Speciale al Festival Young Station 2015 di Montemurlo

Lo spettacolo si basa sulla testimonianza diretta di Augusto Tognetti: dapprima inviato forzatamente dal regime fascista in Russia per combattere nella Seconda Guerra Mondiale, sopravvisse appena ventenne alla ritirata di Russia, e riuscì, dopo esser stato ferito gravemente e tra mille difficoltà, a ritornare in Italia; l’8 settembre però venne arrestato e deportato dai nazisti nel campo di concentramento di Buchenwald in Germania, imprigionato proprio da coloro per i quali era stato costretto a combattere. Sopravvisse a questo nuovo orrore per oltre due anni e tra mille peripezie, tornò a Milano sano e salvo, finita la guerra, su un carretto trainato da un cavallo insieme ad altri cinque prigionieri italiani.

Lo spettacolo tuttavia travalica le vicende personali di un soldato travolto dagli eventi tragici di quegli anni: l’intento è di affrontare il tema della guerra da un punto di vista più ampio, antropologico e universale. Per andare ancora più a fondo e oltre il fatto storico, abbiamo allargato la vicenda a tre personaggi che emergono dai racconti di Augusto: tre ventenni (Augusto, Federico, Carmine) costretti a partire per il fronte portando con sé tutta la loro vitalità, la loro gioia di stare al mondo, la loro amicizia, la spensieratezza di chi vuole credere che la vita sia un dono troppo grande e meraviglioso per poterlo perdere in una guerra. Se la parte del dramma relativa alla narrazione di Augusto vuole essere uno sguardo realistico sul nostro passato, i tre ragazzi rappresentano un momento favolistico in cui ogni orrore cerca una declinazione poetica. E’ così che Mario Foglia, il primo caduto del racconto , un sarto milanese amico di Augusto, che ricuciva i bottoni a tutta la truppa e che viene trucidato in un campo di girasoli, nel cuore dei tre protagonisti ferma la sua vita in quel campo proprio perché lì ha trovato il suo posto e la sua occupazione: ricucire allo stelo la corolla a quei fiori che la perdono, come fossero grandi bottoni colorati. Allo stesso modo le sterminate distese russe ricolme di cadaveri diventano campi dove vengono seminati gli uomini, con la speranza che ne crescano di migliori. O il momento terrificante in cui dalla trincea russa si levavano ad alto volume le canzoni italiane come O sole mio, Campagnola bella, per far crollare il morale delle truppe e farle perdere nella nostalgia, diventa un pretesto per smettere di sparare e fare un giro di danza col nemico, sopra il letto ghiacciato del Don. I valori della vita e della giovinezza , nella fragilità che emerge dall’incontro tra un ragazzino e la guerra, trasformeranno ogni orrore subìto in bisogno di vivere, come una piccola fiamma che, nonostante tutto, continua a brillare, tra la neve che copre ogni cosa, nel freddo, nella solitudine dell’abbandono, in un destino che dopotutto non era già segnato.

Regia: Isabella Perego

Con: Davide Del Grosso, Francesco Errico e Andrea Lietti

Drammaturgia: Davide Del Grosso

Scenografia e costumi: Mariachiara Vitali

Produzione: Compagnia PuntoTeatroStudio

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=pnOAMdygO14

Dicono di noi: http://www.ilviziodellesistenza.it/teatro/labarca-teatro-marzo-2017-sotto-i-girasoli/